HOME UFFICIALE               PROGRAMMA               INCROCI SU FACEBOOK               INCROCI SU STORIFY               INCROCI SU TWITTER

giovedì 26 marzo 2015

Le menzogne fatali di Henry Hayden

"Fatale. Bastò una breve occhiata all'immagine per dare forma all'oscuro presentimento dei mesi precedenti. L'embrione era ricurvo come un anfibio, un occhio rivolto verso di lui. E quello sopra la coda del drago era una gamba o un tentacolo? "
Prima di leggere le righe iniziali del suo romanzo, La verità e altre bugie (Marsilio, 2015), con l'incipit della storia di Henry Hayden, il grande falsificatore, vero e proprio stratega della menzogna elevata a ragione di vita, Sasha Arango ci mette a parte di un dettaglio essenziale: "Piu' ci pensavo, alla frase d'apertura del libro, più non ne venivo a capo. L'incipit è un interruttore fondamentale, se non lo fai scattare rischi che poi il resto non si illumini. Ci ho pensato un anno intero. Alla fine ho scartato l'idea di una 'frase', e ho ripiegato su una parola sola, secca. Un po' come accade ne Lo squalo di Spielberg: all'inizio ti fa vedere il mostro tutt'intero, poi te lo nasconde per tre quarti di film, e lo ritira drammaticamente fuori alla fine. Una parola bastava, per condensare tutto, fartelo toccare all'inizio. Ed è Fatal. La strategia di Henry è fondamentalmente attendista, la sua più che pigrizia è tecnica dell'attesa, fatalismo tattico, dando il tempo alla realtà di smontarsi da sé".

Nessun commento:

Posta un commento